Comprensión escrita: ejercicios de selectividad de Lengua Extranjera: Italiano (Madrid) · PAU Mentor
Comprensión escrita: ejercicios de selectividad de Lengua Extranjera: Italiano (Madrid)
30 ejercicios oficiales de Comprensión escrita de los exámenes de Lengua Extranjera: Italiano de la PAU de Madrid, con el enunciado y un simulacro con corrección.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 1 [2 punti]
Riassumere in poche parole il contenuto del testo (100 parole circa).
Scrivi il riassunto con parole tue: se copi frammenti del testo, la risposta vale 0.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 2 [1 punto, 0,5 per ciascuna]
Dire se è vero o falso.
2.1.Santa Maria della Vittoria, è stata costruita nel luogo dove si dice che San Francesco abbia ammansito il lupo che terrorizzava gli abitanti di Assisi.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 3 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
3. a) Rintraccia nel testo i verbi al passato prossimo e scrivi l’infinito di quei verbi. (Scrivi gli infiniti separati da virgole.)
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 3 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
3. b) Scrivi il futuro dei seguenti verbi (scrivi solo il verbo al futuro): segna, custodisce, proponiamo, si può scegliere.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 4 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
4. a) Scrivi un sinonimo delle seguenti parole.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
L’Umbria di San Francesco. Un itinerario a tema, nell’800mo anniversario della scomparsa.
La conversione, la rinuncia ai beni, l’incontro con il lupo, il cantico delle creature. A 800 anni dalla morte, la figura di San Francesco ancora oggi segna in maniera indelebile il territorio dell’Umbria. Non solo per le chiese e i santuari a lui dedicati, ma perché gran parte delle città e dei borghi custodisce leggende e storie del poverello d’Assisi. Nell’anno delle commemorazioni, proponiamo un itinerario alla scoperta dei luoghi della regione, sulle orme del Santo, tra Assisi e Gubbio. Città simbolo di Francesco, Assisi è il luogo dove il santo è nato e dove poi è morto. Adagiata alle pendici del Monte Subasio, la cittadina mantiene intatta la sua architettura medievale, con piccole stradine di pietra. Simbolo di Assisi è certamente la Cattedrale di San Francesco, un complesso di due chiese sovrapposte e una cripta che conserva le spoglie del santo. È uno dei santuari più visitati al mondo. Al suo interno affreschi di Cimabue e Giotto, considerati vere e proprie pietre miliari della pittura moderna. Gubbio, d’altra parte, è legata al santo d’Assisi, in primo luogo, per la leggenda del lupo. Nel luogo dove Francesco ha ammansito l’animale che terrorizzava gli abitanti del borgo, c’è oggi una chiesa appena fuori dal centro storico: Santa Maria della Vittoria. Per raggiungere, invece, la Basilica di Sant’Ubaldo, si può scegliere la vecchia funivia a cesti. La Basilica si trova sul Colle Eletto e conserva, oltre che le spoglie del Santo, anche i famosi “ceri”, le grandi opere di legno che vengono sollevate e portate di corsa lungo le strade della cittadina ogni 15 maggio. I tre ceri sono oggi simbolo della Regione Umbria.
(Adattato da La Repubblica, 19/1/26 testo di Paolo Ribichini)
Pregunta 4 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
4. b) Scrivi il contrario delle seguenti parole.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 1 [2 punti]
Riassumere in poche parole il contenuto del testo (100 parole circa).
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 2 [1 punto, 0,5 per ciascuna]
Dire se è vero o falso.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 3 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
3. a) Rintraccia nel testo quattro verbi al passato prossimo e scrivi l’infinito di quei verbi. (Scrivi solo quattro infiniti, separati da virgole: se ne scrivi di più, la risposta vale 0.)
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 3 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
3. b) Scrivi il futuro dei seguenti verbi (scrivi solo il verbo al futuro): ha suscitato, ha diretto, ha lavorato, ha saputo.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 4 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
4. a) Scrivi un sinonimo delle seguenti parole.
Dopo aver letto attentamente il testo, rispondi IN ITALIANO alle domande.
Ci ha abbandonato un grande direttore d’orchestra
Giuseppe “Peppe” Vessicchio, uno dei musicisti e direttori d’orchestra più amati d’Italia, è scomparso l’8 novembre 2025 all’età di 69 anni presso l’ospedale San Camillo di Roma, a causa di complicazioni dovute a una polmonite interstiziale precipitata rapidamente. La notizia della sua morte ha suscitato un profondo cordoglio nel mondo della musica e dello spettacolo italiano, con messaggi di affetto e riconoscimento per il suo contributo artistico e umano. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio era noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e leggerezza popolare, diventando una figura familiare per milioni di spettatori soprattutto grazie alla sua lunga presenza al Festival di Sanremo. Il suo nome era legato in modo indissolubile alla storica kermesse canora, dove ha diretto l’orchestra in decine di edizioni e accompagnato numerosi artisti entrati nella storia della musica italiana. La carriera di Vessicchio si è sviluppata nei decenni con una molteplicità di collaborazioni di grande rilievo. Compositore, arrangiatore e musicista, ha lavorato con nomi prestigiosi come Gino Paoli, per il quale ha contribuito a brani rimasti nella memoria collettiva, e altre figure importanti della musica leggera italiana, tra cui Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Roberto Vecchioni o Zucchero. La sua versatilità lo ha portato ad affiancare artisti di generazioni diverse, segnando in modo profondo la scena musicale nazionale. Oltre alla musica, il maestro era anche un personaggio televisivo molto amato. Le sue apparizioni nei programmi di successo, tra cui il celebre Amici di Maria De Filippi, lo hanno reso noto anche al grande pubblico, che ammirava non solo la sua competenza tecnica ma anche il suo stile garbato, divertente e sempre sorridente. Alla notizia della sua scomparsa, molte persone e istituzioni hanno espresso il loro cordoglio. È nata anche online una petizione affinché il Teatro Ariston, sede storica del Festival di Sanremo, venga intitolato proprio a Peppe Vessicchio, come riconoscimento simbolico del legame profondo tra il maestro e la manifestazione musicale più famosa d’Italia. I funerali si sono svolti il 10 novembre 2025 nella chiesa dei Santi Angeli Custodi nel quartiere romano di Montesacro, alla presenza di numerosi artisti, amici e familiari, tra cui figure note del mondo dello spettacolo come Lorella Cuccarini e Fiorella Mannoia. La cerimonia, riservata e intima come richiesto dalla famiglia, è stata un momento di commiato per ricordare un uomo che ha saputo unire tecnica, umanità e passione. La perdita di Peppe Vessicchio rappresenta un momento di lutto per la cultura e la musica italiana: la sua bacchetta non ha guidato solo orchestrazioni, ma ha segnato la colonna sonora di molte edizioni di Sanremo e di intere generazioni di spettatori.
(Testo riadattato da tg24sky)
Pregunta 4 [2 punti]: scegli UNA delle due opzioni (A o B).
4. b) Scrivi il contrario delle seguenti parole.
Ejercicio 1 — Texto A: Il combustibile verde del futuro · Texto A
8 puntos
TEXTO A
Il combustibile verde del futuro
Il biometano è un combustibile verde, made in Italy e conveniente, spiega Antonio Barani, fondatore della ditta Agrimet. Verde perché la sua produzione si innesta su attività già esistenti e altrimenti molto inquinanti, infatti il metano che viene emesso, senza un impianto di produzione di biometano, finirebbe in atmosfera. Made in Italy perché è metano prodotto sul suolo italiano, e abbiamo visto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina quanto per il nostro Paese sia importante essere il più indipendente possibile da fornitori stranieri. Conveniente perché la nostra produzione non è inflazionata dagli andamenti degli indici internazionali, che invece seguono le tendenze geopolitiche. Agrimet produrrà biometano dagli scarti agricoli, che sono principalmente il letame e i sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, come le bucce dei pomodori usati per fare salsa e pelati, la sansa delle olive utilizzate per la produzione di olio e tanti altri. Ci siamo dati una regola come condizione di sostenibilità del biometano prodotto – continua Barani –, ovvero utilizzare il meno possibile colture edibili, per non sottrarre suolo alla produzione alimentare. Inoltre, alcune colture autunno-vernine, ovvero seminate in autunno e raccolte in primavera come il triticale, non hanno bisogno di irrigazione. Lo stesso vale per il sorgo o l’arundo, tutti raccolti di cui necessita l’attività di digestione anaerobica dei nostri impianti per dare abbastanza sostanza secca al processo. La crisi idrica di cui ha sofferto il nord Italia nel 2022 ci ha fatto propendere per una filiera corta, a basso impatto ambientale e poco idro-esigente, in quanto l’acqua, bene sempre più scarso in agricoltura, è essenziale che venga destinata alle attività tipicamente agricole. (L’Espresso)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
A.2.1.Il biometano è un combustibile sviluppato dalla ditta Agrimet.
TEXTO A
Il combustibile verde del futuro
Il biometano è un combustibile verde, made in Italy e conveniente, spiega Antonio Barani, fondatore della ditta Agrimet. Verde perché la sua produzione si innesta su attività già esistenti e altrimenti molto inquinanti, infatti il metano che viene emesso, senza un impianto di produzione di biometano, finirebbe in atmosfera. Made in Italy perché è metano prodotto sul suolo italiano, e abbiamo visto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina quanto per il nostro Paese sia importante essere il più indipendente possibile da fornitori stranieri. Conveniente perché la nostra produzione non è inflazionata dagli andamenti degli indici internazionali, che invece seguono le tendenze geopolitiche. Agrimet produrrà biometano dagli scarti agricoli, che sono principalmente il letame e i sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, come le bucce dei pomodori usati per fare salsa e pelati, la sansa delle olive utilizzate per la produzione di olio e tanti altri. Ci siamo dati una regola come condizione di sostenibilità del biometano prodotto – continua Barani –, ovvero utilizzare il meno possibile colture edibili, per non sottrarre suolo alla produzione alimentare. Inoltre, alcune colture autunno-vernine, ovvero seminate in autunno e raccolte in primavera come il triticale, non hanno bisogno di irrigazione. Lo stesso vale per il sorgo o l’arundo, tutti raccolti di cui necessita l’attività di digestione anaerobica dei nostri impianti per dare abbastanza sostanza secca al processo. La crisi idrica di cui ha sofferto il nord Italia nel 2022 ci ha fatto propendere per una filiera corta, a basso impatto ambientale e poco idro-esigente, in quanto l’acqua, bene sempre più scarso in agricoltura, è essenziale che venga destinata alle attività tipicamente agricole. (L’Espresso)
Pregunta A.4 (1 punto)
Dire l’opposto di: senza, dopo, meno, basso.
TEXTO A
Il combustibile verde del futuro
Il biometano è un combustibile verde, made in Italy e conveniente, spiega Antonio Barani, fondatore della ditta Agrimet. Verde perché la sua produzione si innesta su attività già esistenti e altrimenti molto inquinanti, infatti il metano che viene emesso, senza un impianto di produzione di biometano, finirebbe in atmosfera. Made in Italy perché è metano prodotto sul suolo italiano, e abbiamo visto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina quanto per il nostro Paese sia importante essere il più indipendente possibile da fornitori stranieri. Conveniente perché la nostra produzione non è inflazionata dagli andamenti degli indici internazionali, che invece seguono le tendenze geopolitiche. Agrimet produrrà biometano dagli scarti agricoli, che sono principalmente il letame e i sottoprodotti delle lavorazioni agroindustriali, come le bucce dei pomodori usati per fare salsa e pelati, la sansa delle olive utilizzate per la produzione di olio e tanti altri. Ci siamo dati una regola come condizione di sostenibilità del biometano prodotto – continua Barani –, ovvero utilizzare il meno possibile colture edibili, per non sottrarre suolo alla produzione alimentare. Inoltre, alcune colture autunno-vernine, ovvero seminate in autunno e raccolte in primavera come il triticale, non hanno bisogno di irrigazione. Lo stesso vale per il sorgo o l’arundo, tutti raccolti di cui necessita l’attività di digestione anaerobica dei nostri impianti per dare abbastanza sostanza secca al processo. La crisi idrica di cui ha sofferto il nord Italia nel 2022 ci ha fatto propendere per una filiera corta, a basso impatto ambientale e poco idro-esigente, in quanto l’acqua, bene sempre più scarso in agricoltura, è essenziale che venga destinata alle attività tipicamente agricole. (L’Espresso)
Pregunta A.5 (1 punto)
Volgere al passato prossimo i seguenti verbi mantenendo persona e numero: si innesta, seguono, continua, è.
Ejercicio 1 — Texto B: L’amica geniale a fumetti · Texto B
8 puntos
TEXTO B
L’amica geniale a fumetti
Una ragazza mora, con indosso un vestitino chiaro, seduta sul letto in camera sua, scalza, guarda un rametto di sorbe che ha appena appeso a un chiodo vicino alla finestra. È una vignetta di un fumetto, ma potrebbe reggere benissimo come illustrazione singola, e anche come dipinto, per la tecnica utilizzata. Il fumetto è l’adattamento di “L’amica geniale” di Elena Ferrante, da poco pubblicato da Coconino Press, con Chiara Lagani ai testi e Mara Cerri ai disegni. Nel romanzo la scena è raccontata da Lenù, che dalla sua finestra vede l’amica Lila appendere a un chiodo le sorbe, appena ricevute in dono da un ragazzo, e per un attimo Lenù aveva creduto potessero essere sue. Tutto è visto e raccontato dal punto di vista di Lenù. E se ho controllato bene, nella serie tv questa scena nemmeno c’è. Invece il fumetto ci porta dentro la stanza di Lila. Con un leggero smarcamento dal testo originale, vediamo per un attimo le cose dal suo punto di vista. “Potrei sostare un giorno intero, penso, su quest’immagine”, aveva scritto Chiara Lagani. Credo sia perché il disegno di Mara esprime una sensazione universale, che va al di là della storia che si sta raccontando: quella disegnata potrebbe essere una qualunque ragazzina alle prese con i primi contraddittori, timidi, ingarbugliati corteggiamenti maschili. La versione in forma di graphic novel di “L’amica geniale” dà il meglio di sé in momenti come questo, che non sono rari nel libro. È un bel risultato se si pensa che per le due autrici si tratta di un debutto con questa forma espressiva. L’idea è nata su proposta dell’editore, che ha messo insieme due artiste provenienti da mondi diversi, ma a loro volta legate da un’amicizia. Entrambe avevano già lavorato su materiale di Elena Ferrante. (Pietro Scarnera)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
TEXTO B
L’amica geniale a fumetti
Una ragazza mora, con indosso un vestitino chiaro, seduta sul letto in camera sua, scalza, guarda un rametto di sorbe che ha appena appeso a un chiodo vicino alla finestra. È una vignetta di un fumetto, ma potrebbe reggere benissimo come illustrazione singola, e anche come dipinto, per la tecnica utilizzata. Il fumetto è l’adattamento di “L’amica geniale” di Elena Ferrante, da poco pubblicato da Coconino Press, con Chiara Lagani ai testi e Mara Cerri ai disegni. Nel romanzo la scena è raccontata da Lenù, che dalla sua finestra vede l’amica Lila appendere a un chiodo le sorbe, appena ricevute in dono da un ragazzo, e per un attimo Lenù aveva creduto potessero essere sue. Tutto è visto e raccontato dal punto di vista di Lenù. E se ho controllato bene, nella serie tv questa scena nemmeno c’è. Invece il fumetto ci porta dentro la stanza di Lila. Con un leggero smarcamento dal testo originale, vediamo per un attimo le cose dal suo punto di vista. “Potrei sostare un giorno intero, penso, su quest’immagine”, aveva scritto Chiara Lagani. Credo sia perché il disegno di Mara esprime una sensazione universale, che va al di là della storia che si sta raccontando: quella disegnata potrebbe essere una qualunque ragazzina alle prese con i primi contraddittori, timidi, ingarbugliati corteggiamenti maschili. La versione in forma di graphic novel di “L’amica geniale” dà il meglio di sé in momenti come questo, che non sono rari nel libro. È un bel risultato se si pensa che per le due autrici si tratta di un debutto con questa forma espressiva. L’idea è nata su proposta dell’editore, che ha messo insieme due artiste provenienti da mondi diversi, ma a loro volta legate da un’amicizia. Entrambe avevano già lavorato su materiale di Elena Ferrante. (Pietro Scarnera)
Pregunta B.4 (1 punto)
Dire l’opposto di: chiaro, nemmeno, primi, rari.
TEXTO B
L’amica geniale a fumetti
Una ragazza mora, con indosso un vestitino chiaro, seduta sul letto in camera sua, scalza, guarda un rametto di sorbe che ha appena appeso a un chiodo vicino alla finestra. È una vignetta di un fumetto, ma potrebbe reggere benissimo come illustrazione singola, e anche come dipinto, per la tecnica utilizzata. Il fumetto è l’adattamento di “L’amica geniale” di Elena Ferrante, da poco pubblicato da Coconino Press, con Chiara Lagani ai testi e Mara Cerri ai disegni. Nel romanzo la scena è raccontata da Lenù, che dalla sua finestra vede l’amica Lila appendere a un chiodo le sorbe, appena ricevute in dono da un ragazzo, e per un attimo Lenù aveva creduto potessero essere sue. Tutto è visto e raccontato dal punto di vista di Lenù. E se ho controllato bene, nella serie tv questa scena nemmeno c’è. Invece il fumetto ci porta dentro la stanza di Lila. Con un leggero smarcamento dal testo originale, vediamo per un attimo le cose dal suo punto di vista. “Potrei sostare un giorno intero, penso, su quest’immagine”, aveva scritto Chiara Lagani. Credo sia perché il disegno di Mara esprime una sensazione universale, che va al di là della storia che si sta raccontando: quella disegnata potrebbe essere una qualunque ragazzina alle prese con i primi contraddittori, timidi, ingarbugliati corteggiamenti maschili. La versione in forma di graphic novel di “L’amica geniale” dà il meglio di sé in momenti come questo, che non sono rari nel libro. È un bel risultato se si pensa che per le due autrici si tratta di un debutto con questa forma espressiva. L’idea è nata su proposta dell’editore, che ha messo insieme due artiste provenienti da mondi diversi, ma a loro volta legate da un’amicizia. Entrambe avevano già lavorato su materiale di Elena Ferrante. (Pietro Scarnera)
Pregunta B.5 (1 punto)
Volgere al futuro i seguenti verbi mantenendo persona e numero: guarda, vede, penso, si tratta.
TEXTO A
Pasolini era un uomo che non si stancava di sfidare i limiti e di abbattere i recinti, non si accontentava mai di sé e per questo per tutta la sua vita ha continuato a sperimentare modi diversi di vivere e di comunicare. È stato promotore culturale, inventore di riviste, pedagogo, autore di poesie, di romanzi, di racconti, di teatro, di canzoni, di articoli di giornale, ha tradotto opere letterarie e ha scritto sceneggiature per il teatro e il cinema. All’interno di ciascuna di queste attività ha sperimentato forme miste, generi, linguaggi e stili. Per esempio, è stato romanziere realistico e visionario, poeta dialettale e in lingua, ha composto poesie liriche, civili, a suo modo religiose, adottando metriche sempre molto varie. Ha continuato a cercare modi diversi per il semplice fatto che più della letteratura, del cinema, del teatro gli interessava vivere la vita, farla trionfare. Detto così, si potrebbe pensare a un’anima in pena. Lo era, ma era anche il contrario: Walter Siti ha sottolineato la sua pienezza vitale e la sua forza fisica. Nulla per lui era sufficiente a contenere o rappresentare la vita, per cui si improvvisava in soluzioni sempre nuove e quasi sempre fatalmente fallimentari o incompiute. Forse nessuno scrittore italiano ha maneggiato e ha mescolato tante forme artistiche come ha fatto lui. Neanche Italo Calvino, suo avversario su molti fronti, ha mai rivelato tanta inquietudine e voglia di imboccare strade inedite. Anzi, una studiosa come Carla Benedetti, ha messo a confronto i due autori più rappresentativi della seconda metà del Novecento, per schierarsi a fianco della letteratura «impura» di Pasolini contro la «compostezza» di Calvino.
(Corriere della Sera)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
Preguntas del texto A [8 puntos]: A.1 (3 puntos) Riassumere in poche parole il contenuto del testo (75 parole ca.). A.2 (1 punto) Dire se è vero o falso: A.2.1 Pasolini era una persona che chiedeva molto a se stesso, non era mai soddisfatto di sé. A.2.2 A Pasolini piaceva provare diverse forme artistiche. A.2.3 Pasolini era una persona negativa, debole e con poca vitalità. A.2.4 Secondo Carla Benedetti Calvino è stato un autore più completo rispetto a Pasolini. A.3 (1 punto) Scrivere una frase con ognuna delle seguenti parole, tenendo conto del loro significato nel testo: riviste, romanziere, giornale, studiosa, autori. A.6 (3 puntos) Scrivi dieci righe su un libro che hai letto e che ti è particolarmente piaciuto.
TEXTO A
Pasolini era un uomo che non si stancava di sfidare i limiti e di abbattere i recinti, non si accontentava mai di sé e per questo per tutta la sua vita ha continuato a sperimentare modi diversi di vivere e di comunicare. È stato promotore culturale, inventore di riviste, pedagogo, autore di poesie, di romanzi, di racconti, di teatro, di canzoni, di articoli di giornale, ha tradotto opere letterarie e ha scritto sceneggiature per il teatro e il cinema. All’interno di ciascuna di queste attività ha sperimentato forme miste, generi, linguaggi e stili. Per esempio, è stato romanziere realistico e visionario, poeta dialettale e in lingua, ha composto poesie liriche, civili, a suo modo religiose, adottando metriche sempre molto varie. Ha continuato a cercare modi diversi per il semplice fatto che più della letteratura, del cinema, del teatro gli interessava vivere la vita, farla trionfare. Detto così, si potrebbe pensare a un’anima in pena. Lo era, ma era anche il contrario: Walter Siti ha sottolineato la sua pienezza vitale e la sua forza fisica. Nulla per lui era sufficiente a contenere o rappresentare la vita, per cui si improvvisava in soluzioni sempre nuove e quasi sempre fatalmente fallimentari o incompiute. Forse nessuno scrittore italiano ha maneggiato e ha mescolato tante forme artistiche come ha fatto lui. Neanche Italo Calvino, suo avversario su molti fronti, ha mai rivelato tanta inquietudine e voglia di imboccare strade inedite. Anzi, una studiosa come Carla Benedetti, ha messo a confronto i due autori più rappresentativi della seconda metà del Novecento, per schierarsi a fianco della letteratura «impura» di Pasolini contro la «compostezza» di Calvino.
(Corriere della Sera)
Pregunta A.4 (1 punto)
Dire un sinonimo di: varie, contenere, voglia.
A.4 Dire un sinonimo di: varie, contenere, voglia. [1 punto]
TEXTO A
Pasolini era un uomo che non si stancava di sfidare i limiti e di abbattere i recinti, non si accontentava mai di sé e per questo per tutta la sua vita ha continuato a sperimentare modi diversi di vivere e di comunicare. È stato promotore culturale, inventore di riviste, pedagogo, autore di poesie, di romanzi, di racconti, di teatro, di canzoni, di articoli di giornale, ha tradotto opere letterarie e ha scritto sceneggiature per il teatro e il cinema. All’interno di ciascuna di queste attività ha sperimentato forme miste, generi, linguaggi e stili. Per esempio, è stato romanziere realistico e visionario, poeta dialettale e in lingua, ha composto poesie liriche, civili, a suo modo religiose, adottando metriche sempre molto varie. Ha continuato a cercare modi diversi per il semplice fatto che più della letteratura, del cinema, del teatro gli interessava vivere la vita, farla trionfare. Detto così, si potrebbe pensare a un’anima in pena. Lo era, ma era anche il contrario: Walter Siti ha sottolineato la sua pienezza vitale e la sua forza fisica. Nulla per lui era sufficiente a contenere o rappresentare la vita, per cui si improvvisava in soluzioni sempre nuove e quasi sempre fatalmente fallimentari o incompiute. Forse nessuno scrittore italiano ha maneggiato e ha mescolato tante forme artistiche come ha fatto lui. Neanche Italo Calvino, suo avversario su molti fronti, ha mai rivelato tanta inquietudine e voglia di imboccare strade inedite. Anzi, una studiosa come Carla Benedetti, ha messo a confronto i due autori più rappresentativi della seconda metà del Novecento, per schierarsi a fianco della letteratura «impura» di Pasolini contro la «compostezza» di Calvino.
(Corriere della Sera)
Pregunta A.5 (1 punto)
Rintraccia nel testo i verbi all’imperfetto e al passato prossimo.
A.5 Rintraccia nel testo i verbi all’imperfetto e al passato prossimo. [1 punto]
Ejercicio 1 — Texto B: Il Bonus Cultura di 500 euro per i giovani è stato un fallimento · Texto B
8 puntos
TEXTO B
Il Bonus Cultura di 500 euro per i giovani è stato un fallimento
“Chi non comprava libri continua a non acquistarli, chi non andava al cinema e a teatro continua a non andare. Il Bonus Cultura è stato un flop perché non ha cambiato nulla”. Giole Anni, il segretario nazionale del movimento studenti di Azione Cattolica, è chiaro quando gli si chiede di commentare i dati riportati oggi su La Stampa in merito al fallimento del provvedimento per i diciottenni. Secondo i dati riportati dalla Presidenza del Consiglio, su 572.437 ragazzi che hanno compiuto 18 anni solo 230mila si sono iscritti alla piattaforma “18App” che consente di spendere i 500 euro attraverso dei bonus da presentare agli esercenti che a sua volta si sono accreditati sul portale. A non funzionare sembra che sia stato il complicato sistema per ottenere l’identità digitale necessaria all’accreditamento sul portale per staccare i coupon ma anche il fatto che i ragazzi non abbiano trovato teatri, musei, negozi e librerie che hanno aderito all’iniziativa. La difficoltà a spendere i soldi governativi ha messo in moto l’ingegno dei ragazzi che hanno alimentato un mercato nero dei coupon sui social network. In sostanza il provvedimento del Governo non ha cambiato di una virgola la sensibilità culturale dei ragazzi: “Gli unici che hanno staccato i coupon – dice Anni – sono i diciottenni che grazie alla famiglia sono già predisposti a leggere un libro o ad andare a teatro. Questo strumento self-service non ha aiutato chi è più svantaggiato dal punto di vista del consumo culturale”.
(Il Fatto Quotidiano)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
Preguntas del texto B [8 puntos]: B.1 (3 puntos) Riassumere in poche parole il contenuto del testo (75 parole ca.). B.2 (1 punto) Dire se è vero o falso: B.2.1 Grazie al Bonus Cultura molti giovani hanno iniziato ad andare al cinema più spesso. B.2.2 Per poter pagare con il bonus cultura è necessario che anche il negoziante abbia scaricato la App e si sia accreditato. B.2.3 I giovani hanno avuto molti problemi per trovare negozi che accettavano il pagamento con i coupon del Bonus Cultura. B.2.4 Hanno usato il Bonus Cultura principalmente quei ragazzi che già vivevano in un ambiente in cui si respirava cultura. B.3 (1 punto) Scrivere una frase con ognuna delle seguenti parole, tenendo conto del loro significato nel testo: provvedimento, piattaforma, negozi, iniziativa. B.6 (3 puntos) Scrivi dieci righe su quali sono le attività culturali che preferisci e perché.
TEXTO B
Il Bonus Cultura di 500 euro per i giovani è stato un fallimento
“Chi non comprava libri continua a non acquistarli, chi non andava al cinema e a teatro continua a non andare. Il Bonus Cultura è stato un flop perché non ha cambiato nulla”. Giole Anni, il segretario nazionale del movimento studenti di Azione Cattolica, è chiaro quando gli si chiede di commentare i dati riportati oggi su La Stampa in merito al fallimento del provvedimento per i diciottenni. Secondo i dati riportati dalla Presidenza del Consiglio, su 572.437 ragazzi che hanno compiuto 18 anni solo 230mila si sono iscritti alla piattaforma “18App” che consente di spendere i 500 euro attraverso dei bonus da presentare agli esercenti che a sua volta si sono accreditati sul portale. A non funzionare sembra che sia stato il complicato sistema per ottenere l’identità digitale necessaria all’accreditamento sul portale per staccare i coupon ma anche il fatto che i ragazzi non abbiano trovato teatri, musei, negozi e librerie che hanno aderito all’iniziativa. La difficoltà a spendere i soldi governativi ha messo in moto l’ingegno dei ragazzi che hanno alimentato un mercato nero dei coupon sui social network. In sostanza il provvedimento del Governo non ha cambiato di una virgola la sensibilità culturale dei ragazzi: “Gli unici che hanno staccato i coupon – dice Anni – sono i diciottenni che grazie alla famiglia sono già predisposti a leggere un libro o ad andare a teatro. Questo strumento self-service non ha aiutato chi è più svantaggiato dal punto di vista del consumo culturale”.
(Il Fatto Quotidiano)
Pregunta B.4 (1 punto)
Dire l’opposto di: fallimento, complicato, svantaggiato, spendere.
B.4 Dire l’opposto di: fallimento, complicato, svantaggiato, spendere. [1 punto]
TEXTO B
Il Bonus Cultura di 500 euro per i giovani è stato un fallimento
“Chi non comprava libri continua a non acquistarli, chi non andava al cinema e a teatro continua a non andare. Il Bonus Cultura è stato un flop perché non ha cambiato nulla”. Giole Anni, il segretario nazionale del movimento studenti di Azione Cattolica, è chiaro quando gli si chiede di commentare i dati riportati oggi su La Stampa in merito al fallimento del provvedimento per i diciottenni. Secondo i dati riportati dalla Presidenza del Consiglio, su 572.437 ragazzi che hanno compiuto 18 anni solo 230mila si sono iscritti alla piattaforma “18App” che consente di spendere i 500 euro attraverso dei bonus da presentare agli esercenti che a sua volta si sono accreditati sul portale. A non funzionare sembra che sia stato il complicato sistema per ottenere l’identità digitale necessaria all’accreditamento sul portale per staccare i coupon ma anche il fatto che i ragazzi non abbiano trovato teatri, musei, negozi e librerie che hanno aderito all’iniziativa. La difficoltà a spendere i soldi governativi ha messo in moto l’ingegno dei ragazzi che hanno alimentato un mercato nero dei coupon sui social network. In sostanza il provvedimento del Governo non ha cambiato di una virgola la sensibilità culturale dei ragazzi: “Gli unici che hanno staccato i coupon – dice Anni – sono i diciottenni che grazie alla famiglia sono già predisposti a leggere un libro o ad andare a teatro. Questo strumento self-service non ha aiutato chi è più svantaggiato dal punto di vista del consumo culturale”.
(Il Fatto Quotidiano)
Pregunta B.5 (1 punto)
Volgere al tempo futuro i seguenti verbi mantenendo persona e numero: comprava, andava, hanno compiuto, hanno alimentato.
B.5 Volgere al tempo futuro i seguenti verbi mantenendo persona e numero: comprava, andava, hanno compiuto, hanno alimentato. [1 punto]
TEXTO A
Rebus
Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte; avanzava lungo la spiaggia, le onde erano paurosamente alte e si frangevano in silenzio, doveva essere la spiaggia di Biarritz, ma era completamente deserta, io stavo seduto su una poltrona a sdraio, la prima di un'interminabile fila di poltrone deserte, ma forse era un'altra spiaggia, perché a Biarritz non mi ricordo poltrone come quelle, era solo l'idea di una spiaggia, e le ho fatto cenno col braccio invitandola a sedersi, ma lei ha continuato a camminare come se non si fosse accorta di me, guardando fisso in avanti, e quando mi è passata vicino mi ha investito una folata di aria gelida, come un alone che si portava dietro: e allora, con lo stupore senza sorpresa dei sogni, ho capito che era morta.
A volte una soluzione sembra plausibile solo in questo modo: sognando. Forse perché la ragione è pavida, non riesce a riempire i vuoti fra le cose, a stabilire la completezza, che è una forma di semplicità, preferisce una complicazione piena di buchi, e allora la volontà affida la soluzione al sogno. Ma poi domani, o un altro giorno, sognerò che Miriam è viva, [...] e rideremo insieme di avercela fatta, di essere lì entrambi, di esserci trovati al nostro appuntamento.
(Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
A.2.1.Il protagonista era sicuro di essere a Biarritz.
TEXTO A
Rebus
Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte; avanzava lungo la spiaggia, le onde erano paurosamente alte e si frangevano in silenzio, doveva essere la spiaggia di Biarritz, ma era completamente deserta, io stavo seduto su una poltrona a sdraio, la prima di un'interminabile fila di poltrone deserte, ma forse era un'altra spiaggia, perché a Biarritz non mi ricordo poltrone come quelle, era solo l'idea di una spiaggia, e le ho fatto cenno col braccio invitandola a sedersi, ma lei ha continuato a camminare come se non si fosse accorta di me, guardando fisso in avanti, e quando mi è passata vicino mi ha investito una folata di aria gelida, come un alone che si portava dietro: e allora, con lo stupore senza sorpresa dei sogni, ho capito che era morta.
A volte una soluzione sembra plausibile solo in questo modo: sognando. Forse perché la ragione è pavida, non riesce a riempire i vuoti fra le cose, a stabilire la completezza, che è una forma di semplicità, preferisce una complicazione piena di buchi, e allora la volontà affida la soluzione al sogno. Ma poi domani, o un altro giorno, sognerò che Miriam è viva, [...] e rideremo insieme di avercela fatta, di essere lì entrambi, di esserci trovati al nostro appuntamento.
(Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza)
Pregunta A.4 (1 punto)
Dire l’opposto di: lunga, lontano, alte, in avanti.
TEXTO A
Rebus
Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte; avanzava lungo la spiaggia, le onde erano paurosamente alte e si frangevano in silenzio, doveva essere la spiaggia di Biarritz, ma era completamente deserta, io stavo seduto su una poltrona a sdraio, la prima di un'interminabile fila di poltrone deserte, ma forse era un'altra spiaggia, perché a Biarritz non mi ricordo poltrone come quelle, era solo l'idea di una spiaggia, e le ho fatto cenno col braccio invitandola a sedersi, ma lei ha continuato a camminare come se non si fosse accorta di me, guardando fisso in avanti, e quando mi è passata vicino mi ha investito una folata di aria gelida, come un alone che si portava dietro: e allora, con lo stupore senza sorpresa dei sogni, ho capito che era morta.
A volte una soluzione sembra plausibile solo in questo modo: sognando. Forse perché la ragione è pavida, non riesce a riempire i vuoti fra le cose, a stabilire la completezza, che è una forma di semplicità, preferisce una complicazione piena di buchi, e allora la volontà affida la soluzione al sogno. Ma poi domani, o un altro giorno, sognerò che Miriam è viva, [...] e rideremo insieme di avercela fatta, di essere lì entrambi, di esserci trovati al nostro appuntamento.
(Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza)
Pregunta A.5 (1 punto)
Volgere al tempo futuro i seguenti verbi mantenendo persona e numero: indossava, mi ricordo, è passata, affida.
Ejercicio 1 — Texto B: In Pakistan, una quattordicenne è morta dopo che suo zio l’ha cosparsa di benzina · Texto B
8 puntos
TEXTO B
In Pakistan, una quattordicenne è morta dopo che suo zio l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. La vittima si chiamava Sadia e viveva nella città di Chiniot, nella regione nordorientale del Punjab. La nazione musulmana è stata di recente scossa da numerosi casi di brutali uccisioni di ragazze e bambine, di cui l’ultimo si è verificato il mese scorso. A bruciare viva Sadia è stato suo zio, Mohammad Yaqoob. Egli intendeva infatti fare sposare il proprio figlio con la quattordicenne, ma il padre di lei, Mohammad Yousuf, aveva ripetutamente rifiutato tale ipotesi, dato che la giovane era stata mesi prima già promessa come moglie dal genitore a un altro uomo. Venerdì scorso, lo zio della malcapitata attuava il proprio piano criminale. In base alle ricostruzioni della polizia del Pakistan, egli, quel giorno, si è appostato davanti all’abitazione dei genitori della giovane, aspettando che quest’ultima si recasse lì in visita. Una volta arrivata Sadia, Yaqoob sbucava fuori dal suo nascondiglio, gettava del liquido infiammabile addosso all’adolescente, le dava fuoco e si dileguava. Nessuno poteva aiutare in quel frangente la povera ragazza, dato che allora i suoi genitori non erano in casa. Sadia ha provato da sola a cercare soccorsi, riuscendo alla fine ad attirare l’attenzione dei vicini e a farsi trasportare d’urgenza in ospedale. Nonostante i tentativi dei medici, è morta per le gravi ustioni. In seguito, i genitori di lei, insieme a diversi altri suoi parenti, hanno inizialmente cercato di tenere nascosti alla polizia i dettagli della tragedia capitata a Sadia. I familiari della ragazza, dopo averla seppellita, hanno raccontato alla polizia che la vittima sarebbe morta a causa di una spaventosa esplosione dovuta a una fuga di gas.
(Il Giornale.it)
Responda EN ITALIANO a las preguntas 1, 2, 3 y 6 del texto elegido.
B.2.1.I genitori di Sadia sanno chi è il colpevole.
TEXTO B
In Pakistan, una quattordicenne è morta dopo che suo zio l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. La vittima si chiamava Sadia e viveva nella città di Chiniot, nella regione nordorientale del Punjab. La nazione musulmana è stata di recente scossa da numerosi casi di brutali uccisioni di ragazze e bambine, di cui l’ultimo si è verificato il mese scorso. A bruciare viva Sadia è stato suo zio, Mohammad Yaqoob. Egli intendeva infatti fare sposare il proprio figlio con la quattordicenne, ma il padre di lei, Mohammad Yousuf, aveva ripetutamente rifiutato tale ipotesi, dato che la giovane era stata mesi prima già promessa come moglie dal genitore a un altro uomo. Venerdì scorso, lo zio della malcapitata attuava il proprio piano criminale. In base alle ricostruzioni della polizia del Pakistan, egli, quel giorno, si è appostato davanti all’abitazione dei genitori della giovane, aspettando che quest’ultima si recasse lì in visita. Una volta arrivata Sadia, Yaqoob sbucava fuori dal suo nascondiglio, gettava del liquido infiammabile addosso all’adolescente, le dava fuoco e si dileguava. Nessuno poteva aiutare in quel frangente la povera ragazza, dato che allora i suoi genitori non erano in casa. Sadia ha provato da sola a cercare soccorsi, riuscendo alla fine ad attirare l’attenzione dei vicini e a farsi trasportare d’urgenza in ospedale. Nonostante i tentativi dei medici, è morta per le gravi ustioni. In seguito, i genitori di lei, insieme a diversi altri suoi parenti, hanno inizialmente cercato di tenere nascosti alla polizia i dettagli della tragedia capitata a Sadia. I familiari della ragazza, dopo averla seppellita, hanno raccontato alla polizia che la vittima sarebbe morta a causa di una spaventosa esplosione dovuta a una fuga di gas.
(Il Giornale.it)
Pregunta B.4 (1 punto)
Dire un sinonimo di: nascosti, volere, vivere.
4.1 Dire un contrario di: dopo, insieme, spingere.
TEXTO B
In Pakistan, una quattordicenne è morta dopo che suo zio l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. La vittima si chiamava Sadia e viveva nella città di Chiniot, nella regione nordorientale del Punjab. La nazione musulmana è stata di recente scossa da numerosi casi di brutali uccisioni di ragazze e bambine, di cui l’ultimo si è verificato il mese scorso. A bruciare viva Sadia è stato suo zio, Mohammad Yaqoob. Egli intendeva infatti fare sposare il proprio figlio con la quattordicenne, ma il padre di lei, Mohammad Yousuf, aveva ripetutamente rifiutato tale ipotesi, dato che la giovane era stata mesi prima già promessa come moglie dal genitore a un altro uomo. Venerdì scorso, lo zio della malcapitata attuava il proprio piano criminale. In base alle ricostruzioni della polizia del Pakistan, egli, quel giorno, si è appostato davanti all’abitazione dei genitori della giovane, aspettando che quest’ultima si recasse lì in visita. Una volta arrivata Sadia, Yaqoob sbucava fuori dal suo nascondiglio, gettava del liquido infiammabile addosso all’adolescente, le dava fuoco e si dileguava. Nessuno poteva aiutare in quel frangente la povera ragazza, dato che allora i suoi genitori non erano in casa. Sadia ha provato da sola a cercare soccorsi, riuscendo alla fine ad attirare l’attenzione dei vicini e a farsi trasportare d’urgenza in ospedale. Nonostante i tentativi dei medici, è morta per le gravi ustioni. In seguito, i genitori di lei, insieme a diversi altri suoi parenti, hanno inizialmente cercato di tenere nascosti alla polizia i dettagli della tragedia capitata a Sadia. I familiari della ragazza, dopo averla seppellita, hanno raccontato alla polizia che la vittima sarebbe morta a causa di una spaventosa esplosione dovuta a una fuga di gas.
(Il Giornale.it)
Pregunta B.5 (1 punto)
Rintracciare nel testo i verbi all’imperfetto e passato prossimo.
B 5 1.Rintracciare nel testo i verbi all’imperfetto (scrivili separati da virgole).
2.2.La Cattedrale di San Francesco è uno dei santuari più visitati al mondo, giacché in essa si conservano le spoglie del santo così come gli affreschi di Giotto e di Cimabue.
2.1.La carriera televisiva di Peppe Vessicchio iniziò con la sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, esperienza che gli fece abbandonare progressivamente l’attività di direttore d’orchestra al Festival di Sanremo.
a)Vero
b)Falso
2.2.Dopo la morte di Vessicchio, la proposta di intitolare il Teatro Ariston al maestro è stata avanzata dalle principali istituzioni musicali italiane, come la Rai e il Comune di Sanremo.
3 a.Rintraccia nel testo quattro verbi al passato prossimo e scrivi l’infinito di quei verbi. (Scrivi solo quattro infiniti, separati da virgole: se ne scrivi di più, la risposta vale 0.)